Papa Francesco ha
battezzato 32 neonati e prima dell'Angelus confessa che gli piace tanto
battezzare perché ogni battezzato è un prodigio della fede e una festa per la
famiglia di Dio
Citta' del Vaticano, 12 Gennaio
2014 (Zenit.org) Antonio
Gaspari
Nel giorno della festa del Battesimo del
Signore, dopo aver battezzato in mattinata trentadue neonati, papa Francesco ha
detto: “Ringrazio con voi il Signore per queste creature e per ogni nuova vita.
A me piace battezzare bambini. Mi piace tanto! Ogni bambino che nasce è un dono
di gioia e di speranza, e ogni bambino che viene battezzato è un prodigio della
fede e una festa per la famiglia di Dio”.
Nella usuale riflessione prima della
preghiera dell’Angelus, il Pontefice ha ricordato che quando Giovanni battezzò
Gesù sulle rive del fiume Giordano “si aprirono per lui i cieli”
(Mt 3,16).
Secondo il Vescovo di Roma quel
battesimo realizza le profezie, perché il profeta Isaia ha scritto “Se tu
squarciassi i cieli e scendessi!” (Is 63,19).
Facendo riferimento alla concretezza
della Parola, papa Francesco ha rilevato che “Se i cieli rimangono chiusi, il
nostro orizzonte in questa vita terrena è buio, senza speranza. Invece,
celebrando il Natale, la fede ancora una volta ci ha dato la certezza che i
cieli si sono squarciati con la venuta di Gesù”.
In questo contesto la nascita ed il
battesimo di Gesù sono manifestazioni che segnano “l’inizio del grande tempo
della misericordia”.
Mentre il peccato aveva chiuso i cieli,
elevando come una barriera tra l’essere umano e il suo Creatore. “Con la
nascita di Gesù – ha ripetuto il Papa - i cieli si aprono!”
I cieli aperti - ha spiegato il Papa –,
sono la garanzia di un amore indistruttibile che Dio ci dà nel Cristo. Cieli
aperti che sono stati visti dai pastori di Betlemme, dai Magi d’Oriente, dal
Battista, dagli Apostoli di Gesù, e da santo Stefano, il primo martire, che
esclamò: “Contemplo i cieli aperti!” (At 7,56).
Se ci lasciamo invadere dall’amore di
Dio, ha suggerito il Papa, “è possibile vivere il tempo della misericordia!”
perché – ha ribadito - “Non dimenticatelo: questo è il grande tempo della
misericordia!”
Il Vescovo di Roma ha spiegato che Gesù,
il senza peccato, accettò il battesimo per condividere la nostra condizione
umana di povertà, perché “condividere è il vero modo di amare. Gesù non si
dissocia da noi, ci considera fratelli e condivide con noi. E così ci rende
figli, insieme con Lui, di Dio Padre. Questa è la rivelazione e la fonte del
vero amore. E questo è il grande tempo della misericordia!”
Il Papa ha chiesto al popolo festante in
piazza San Pietro: “Non vi sembra che nel nostro tempo ci sia bisogno di un
supplemento di condivisione fraterna e di amore? Non vi sembra che abbiamo
tutti bisogno di un supplemento di carità?”
“Una carità – ha precisato - che
condivide, che si fa carico del disagio e della sofferenza del fratello”.
Solo così - ha ribadito papa Francesco
-, la vita acquista sapore, quando, cioè, ci si lascia inondare dall'amore di
Dio!
“Chiediamo alla Vergine Santa – ha
concluso il Pontefice - di sostenerci con la sua intercessione nel nostro
impegno di seguire Cristo sulla via della fede e della carità, la via tracciata
dal nostro Battesimo”.

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