13 gen 2014

Nozze a Cana...





Spesso mi capita di leggere il secondo capitolo del Vangelo secondo Giovanni, che ci narra l’inizio del ministero della vita pubblica di Gesù a Cana di Galilea, e ogni volta ne rimango profondamente colpito. Infatti, la narrazione del primo “Segno” di Gesù al popolo di Israele, mi ha sempre spinto ad una attenta riflessione che inevitabilmente mi porta a pormi alcune domande: Come mai Gesù comincia a dimostrare la grandezza della gloria di Dio proprio durante una festa di nozze? Il primo miracolo non sarebbe potuto essere la guarigione di un lebbroso o di un paralitico, avrebbe certamente sortito più effetto, piuttosto che la trasformazione di alcuni barili d’acqua in vino durante un banchetto di nozze?? Come mai il Signore, nella sua sapienza, ha deciso di agire in questo modo?? Ecco, conoscevo il brano a memoria, fin nei minimi particolari, eppure qualcosa non mi era chiara!! Solo successivamente, accostandomi più da vicino alla meditazione della Parola di Dio, sono riuscito a comprendere in pieno l’importanza simbolica di questo primo segno, che è qualcosa di stravolgente. Sin da subito, infatti, Gesù ci indica lo scopo della sua missione, che è quello di creare i presupposti per un rapporto sponsale fra Dio e l’umanità; il progetto che il Signore vuole mettere in pratica, non mira soltanto alla riconciliazione dell’uomo con Dio, ma procede ben oltre, fino ad arrivare a donargli una completa intimità ed unità con la profondità del mistero del Padre. Noi siamo stati chiamati, quindi, a diventare una sola cosa con Dio, a diventare suoi figli adottivi e ad essere partecipi della sua eternità in una comunione d’Amore che non avrà mai fine. Gesù, per realizzare ciò, non esiterà, come ben sappiamo, a donare la sua vita morendo sulla croce, a versare il suo sangue per la nostra salvezza, sancendo di fatto la nuova alleanza fra l’ Eterno Padre e l’umanità peccatrice. Quindi, ecco svelato l’arcano!! Le nozze a Cana non simboleggiano altro se non il rapporto sponsale fra Dio e l’uomo, che si rinnova ogni giorno, fino alla fine dei tempi, proprio in quei segni sacramentali dell’acqua, del pane e del vino, presenti durante la celebrazione dell’eucarestia. Inoltre vorrei, solo per un attimo,volgere l’attenzione sul comportamento assunto da Maria, la madre di Gesù, in questa vicenda. Come possiamo facilmente intuire, gli sposi avevano commesso una grossa imprudenza, avevano sbagliato i loro conti e così nel bel mezzo della festa era venuto a mancare il vino, elemento fondamentale di allegria e convivialità; eppure Maria non giudica il loro comportamento, non punta l’indice verso la loro trascuratezza ma, al contrario, si prodiga perchè il problema possa essere risolto magari senza che nessuno, fra gli invitati, se ne accorgesse!! Ora, mi chiedo, quanti di noi avrebbero agito in questo modo? avremmo dato il nostro aiuto incondizionato o magari saremmo rimasti in un angolino a criticare o giudicare la disattenzione degli sposi?
Infine il maestro di tavola elogia i festeggiati perchè, contro ogni consuetudine, hanno conservato fino alla fine del banchetto il vino buono; ma gli sposi, come ben sappiamo, non hanno alcun merito, e solo grazie alla premura di Maria e alla misericordia divina di Gesù che tutti gli invitati hanno potuto gustare il vino fino al termine della festa, anzi, sembrerebbe, agli occhi dei più, una grossa ingiustizia, eppure Maria e Gesù si mettono da parte, non proferiscono parola, fanno in modo che siano gli sposi a ricevere gli elogi, dandoci così una grande lezione di umiltà e di spirito di servizio. Credo che molti di noi, cari amici, al contrario, ci saremmo messi in mostra evidenziando la nostra bravura, ricevendo gli applausi, e mettendo inevitabilmente in cattiva luce l’operato dei festeggiati. In conclusione, da questo brano evangelico, possiamo ricavarne uno sprono ad imitare Maria; di conseguenza asteniamoci dal giudicare, dal criticare e assumiamo sempre, in ogni circostanza, uno stile comportamentale caratterizzato dall’umiltà e dalla prudenza, senza dare spazio alla voglia di primeggiare a tutti i costi, la quale, in genere, ci porta a mettere in cattiva luce o a ridicolizzare il nostro fratello. Buona giornata e buona conclusione del mese di Maggio, il mese tutto dedicato a Maria!
Cosimo

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